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Le origini degli Etruschi

Ceramikasa. Ceramiche artistiche tradizionali polacche, realizzate e decorate a mano.

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Dell'origine etrusca sappiamo ancora molto poco, ci si basa tuttora su fonti risalenti all’antichità greco-romana.

Ad oggi ci sono 3 ipotesi sostanziali circa la provenienza del popolo Etrusco:

  • La prima è quella narrata dallo storico Erodoto, il quale dà agli Etruschi una provenienza orientale, sostenendo provenissero dalla Lidia (l’attuale regione dell’Anatolia in Turchia):

    Raccontano i Lidi che i giochi in voga presso di loro e presso i Greci furono una loro invenzione, avvenuta all'incirca al tempo della colonizzazione da parte loro della Tirrenia. Regnando infatti il re Atys, figlio di Manes, una grave carestia colpì tutto il paese. I Lidi per diciotto anni tollerarono il male, ricorrendo appunto ai giochi dei dadi e … della palla eccetera. Per un giorno intero giocavano per dimenticare la fame, e il giorno seguente si nutrivano. Ma non cessando la carestia, anzi divenendo sempre più insopportabile, il re divise i cittadini in due parti sorteggiando una metà perché restassero nel paese, e l’altra metà per emigrare sotto il comando di suo figlio Tirreno. Questi scesero a Smirne dove costruirono navi e dopo averle caricate delle vettovaglie necessarie al viaggio, partirono in cerca di nuove terre finché, oltrepassati molti popoli, giunsero presso gli umbri, e là fondarono città e tuttora vi abitano, e dal loro condottiero si chiamano Tirreni.

    (Erodoto (Storie I, 94) V sec. a .C.)

    Per Erodoto le persone costrette a partire (intorno al XIII sec. A.C.), giunte a destinazione (intorno al X sec. A.C.) mutarono il nome di lidii in tirreni in onore del del re che li aveva guidati. Tale teoria è tuttora la più accreditata. La teoria di una provenienza orientale è anche sotenuta da Ellanico di Lesbo, storico del V secolo a.C., (Antichità romane, Dionisio di Alicarnasso, I, 28, 4). Secondo questi gli Etruschi sarebbero stati i Pelasgi, popolo mitico originario della Grecia settentrionale e poi irradiatosi in varie regioni del Mar Mediterraneo. Anticlide di Samo, vissuto nel III secolo a.C., riferisce (in Strabone, V, 2, 4) che i Pelasgi dopo aver colonizzato le isole di Lemmo (la stele di Lemno con iscrizione simili all'etrusco rinforzerebbe tale tesi) e Imbro nell’Egeo si sarebbero uniti a Tirreno, figlio di Atys, ed avrebbero partecipato alla spedizione verso le coste dell’Italia.

  • La seconda tesi, quella che vede gli etruschi coome una popolazione autoctona, trova il suo fondatore in Dionigi D’Alicarnasso che più tardi scrisse:

    Dopo che i Pelasgi ebbero lasciato la regione, le loro città furono occupate dai popoli che vivevano nelle immediate vicinanze, ma principalmente dai Tirreni, che si impadronirono della maggior parte di esse, e delle migliori… Sono convinto che i Pelasgi fossero un popolo diverso dai Tirreni. E non credo nemmeno che i Tirreni fossero coloni lidii, poiché non parlano la lingua dei primi… Perciò sono probabilmente più vicini al vero coloro che affermano che la nazione etrusca non proviene da nessun luogo, ma che è invece originaria del paese.

    (Dionisio di Alicarnasso (Antichità romane, I, 9) I sec. a .C.)

  • La terza tesi fu quella di Livio che scrive:

    ''Prima della dominazione romana la potenza etrusca si estendeva ampiamente per terra e per mare; i nomi dei due mari superiore e inferiore da cui l’Italia è cinta a guisa di un’isola, offrono una testimonianza della loro potenza, poiché l’uno le popolazioni italiche chiamarono mare Tosco, nome comune all’intera gente, e l’altro Adriatico, dalla colonia etrusca di Adria; i Greci li chiamano pure Tirreno e Adriatico. Si stabilirono nelle terre che si stendono fra entrambi i mari, fondando dapprima 12 città nella regione fra l’Appennino e il Mar Tirreno…'' (Le dodici città della confederazione etrusca sono Arezzo, Cortona, Perugina, Volsini, Cere, Tarquinia, Vetulonia, Vulci, Volterra, Chiusi, Roselle e Veio, più tardi sostituita da Populonia.) “…, e poi mandando al di là dell’Appennino altrettante colonie quante erano le città di origine; occuparono così tutta la regione al di là del Po fino alle Alpi eccettuato l’angolo abitato dai Veneti intorno all’estremità del Mare Adriatico. Anche alcune popolazioni alpine sono senza dubbio di origine etrusca, soprattutto i Reti; la natura stessa dei luoghi poi li imbarbarì al punto che non mantennero alcune delle caratteristiche antiche se non il dialetto e anche questo corrotto.''

    (Livio (V, 33 7-11) I sec. a .C.)

    facendo derivare i Reti dagli Etruschi, alluderebbe ad una provenienza settentrionale.

Oggi gli studiosi di etruscologia si basano su due posizioni prevalenti,

  • da una parte Massimo Pallottino che ritiene che la civiltà etrusca sia il risultato di un processo di sviluppo della civiltà villanoviana a cui si sono aggiunte influenze nordiche e orientali. Secondo quest’ultimo il problema dell’origine della civiltà etrusca va incentrato sulla formazione e non sulla provenienza:

    ''…il processo formativo della nazione non può aver avuto luogo che nel territorio dell’Etruria stessa: questo è confermato dalla ricca documentazione archeologica riferibile ai primi secoli del I millennio. […] I dati archeologici nella loro più giusta valutazione e convincente interpretazione ci inducono ad affermare che la civiltà villanoviana rappresenta la manifestazione esteriore di una etnia etrusca non soltanto già formata, ma addirittura in via di espansione. Il processo formativo di un’etnia etrusca dovrà quindi ritenersi anteriore al IX secolo. […]. La formazione di un grande popolo e di una grande civiltà si completa e si arricchisce attraverso gli elementi che ne accompagnano lo sviluppo. I contatti commerciali produttivi intellettuali con il mondo orientale e con la Grecia, l’arrivo di immigrati isolati e in gruppi e a diversi livelli sociali, l’assimilazione di tecniche, di costumi, di idee, di parole ebbero una funzione determinante nel definirsi del mondo etrusco.''

    (M. PALLOTTINO, Etruscologia, Hoepli, Milano 1984)

  • dall’altra una corrente, più diffusa negli Stati Uniti e che dal 1999 in avanti ha trovato importanti conferme negli studi dell’archeologo Claudio De Palma, che ritiene che gli Etruschi provengano dalla regione egeo-anatolica:

    La provenienza degli Etruschi dall’Oriente è oggi una verità incontrastabile e incontrastata in tutto il mondo fuorché in Italia. […] il nucleo dotato di una cultura materiale, culturale e spirituale superiore e parlante la lingua etrusca è giunto in Italia via mare da Oriente e precisamente da un’area egea nord-orientale e centro-orientale. Lo provano soprattutto sul piano linguistico i molteplici raffronti e le concordanze fonetiche, morfologiche sintattiche e lessicali dovute alle analisi portate avanti da insigni linguisti in Francia, Olanda, Germania, Spagna e soprattutto nella stessa Italia.

    (C. DE PALMA, Le origini degli Etruschi, Nuova S1, Bologna 2004)

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